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Profondità di campo

Chi viaggia porta sempre con sé uno strumento con cui immortalare i momenti felici, i paesaggi i volti e le situazioni per poterli rivivere una volta tornati a casa. Per poter far questo è necessario, però, affinare il proprio gusto fotografico e imparare ad entrare in sintonia con gli ambienti, le atmosfere e le culture con cui si viene in contatto durante il viaggio, cercando di cogliere lo spirito del luogo.
E’ compito di ogni buon viaggiatore, quindi, interpretare la realtà che incontra lungo il proprio itinerario.
Il mondo non è fatto di immagini ma è un flusso costante di eventi, fatti e sensazioni che accadono in un determinato spazio visibile. Attraverso lo scatto fotografico, la realtà viene quindi trasformata, filtrata, mediata in modo che la sua rappresentazione, attraverso l’immagine, sia portatrice di significato.
La fotografia è un mezzo espressivo ed il fine che si propone non è quello di rappresentare una realtà uguale a se stessa ma quello di comunicare un particolare intento, far passare un concetto, un’idea o una sensazione. Quando si fotografa occorre tener presente che quella immagine verrà rivista in condizioni del tutto diverse e non sarà supportata nella sua interpretazione da una serie di fatti è circostanze che hanno preceduto o seguito lo scatto. La fotografia sarà tanto più riuscita quanto più renderà facile il processo di immedesimazione, quanto più si riusciranno a far passare non solo le immagini viste ma anche le sensazioni provate.
Se l’inquadratura è il primo passo per una buona fotografia, non meno importante è la percezione della messa a fuoco dei diversi piani, posti a distanze diverse, presenti all’interno dell’immagine.
La profondità di campo è l’espressione della nostra sensibilità e della capacità di cogliere le diverse sfaccettature della realtà che incontriamo in quel determinato momento del nostro viaggio.
Chiudere o aprire il diaframma equivale a cambiare il senso dell’immagine, restituire una maggiore o minore sensazione di distacco dalla realtà. Così come modificare il tempo di otturazione, intervenendo luce che colpisce il soggetto, determina il diverso grado di percezione del movimento, facendo emergere il dinamismo e la forza di un personaggio o la drammaticità di un’azione.
E’ possibile fotografare ogni cosa in un’infinità di modi diversi ed il compito, e soprattutto il grande divertimento, del viaggiatore è proprio quello di scovare sempre nuovi soggetti da rappresentare con un valore aggiuntivo e con modalità espressive sempre più vicine ai propri intenti, comunicando così qualcosa di significativo.
Ricordiamoci che spesso i viaggi sono irripetibili: non sarà possibile tornare in quei luoghi lontani e ogni occasione fotografica mancata si rivelerà un’opportunità perduta per sempre.